Dal 9 giugno 2026 è disponibile Euro Office, una suite di produttività e collaborazione open source progettata da una coalizione di aziende tecnologiche europee, tra cui le tedesche Nextcloud e IONOS, più Eurostack, XWiki, OpenProject e l’olandese Office.eu, come alternativa a Microsoft 365 e Google Workspace. Al debutto la suite offre elaborazione testi, fogli di calcolo, presentazioni, editor PDF e videoconferenze, tutte accessibili da browser con editing collaborativo in tempo reale.
Il progetto nasce in un momento in cui la pressione verso la riduzione della dipendenza dai fornitori americani non è più solo ideologica. Le tensioni normative legate al Cloud Act americano, il caso Copilot flex routing di aprile 2026 e la crescente attenzione delle autorità europee sui trasferimenti di dati verso gli Stati Uniti hanno spinto molte organizzazioni pubbliche a cercare alternative concrete. Euro Office tenta di rispondere a questa domanda con una proposta che mette al centro il controllo totale dei dati: infrastruttura self-hosted o presso provider europei, cifratura gestita dal cliente, assenza di dipendenze da servizi cloud extra-UE.
Il caso OnlyOffice: sovranità digitale e licenze open source
Il lancio è stato accompagnato da una disputa immediata: Euro Office è un fork di OnlyOffice, software sviluppato dalla lettone Ascensio System SIA, che tre giorni dopo la presentazione del progetto a Berlino ha accusato il consorzio di violare i termini della licenza AGPLv3 e le regole sulla proprietà intellettuale, chiedendo la rimozione del proprio codice.
La vicenda è giuridicamente rilevante e merita attenzione. La licenza AGPLv3 è una licenza open source copyleft che impone la pubblicazione del codice sorgente anche per il software distribuito come servizio cloud. OnlyOffice aveva aggiunto clausole aggiuntive alla licenza base, prassi tecnicamente ammessa ma contestata come incompatibile con lo spirito della AGPLv3. La Free Software Foundation è intervenuta nel dibattito, e OnlyOffice ha successivamente fatto una decisa marcia indietro, pubblicando una lettera aperta in cui riduce le proprie richieste alla sola attribuzione del merito dello sviluppo del software originale all’interno dell’interfaccia di Euro Office.
Il punto non è banale. La costruzione di un ecosistema digitale europeo “sovrano” attraverso software open source presuppone che le licenze di quel software siano effettivamente libere e interoperabili. Una disputa sulle condizioni di licenza del componente centrale di una suite presentata come alternativa europea è una contraddizione che i promotori del progetto dovranno risolvere in modo trasparente (non solo tecnicamente), ma con documentazione giuridica accessibile a chi deve valutare l’adozione.
Le implicazioni per imprese e pubbliche amministrazioni
Dal punto di vista della compliance, Euro Office apre scenari interessanti ma richiede una valutazione attenta prima dell’adozione. Sul fronte GDPR, la possibilità di mantenere il trattamento dei dati interamente su infrastruttura europea elimina il tema dei trasferimenti verso paesi terzi e semplifica la gestione dei contratti con i responsabili del trattamento. Non richiede clausole contrattuali standard per trasferimenti extra-UE, non pone il problema del flex routing, non dipende da subprocessor extra-europei.
Sul fronte della sicurezza, il modello self-hosted sposta però interamente sull’organizzazione la responsabilità della gestione dell’infrastruttura: aggiornamenti, patch di sicurezza, monitoraggio degli accessi, continuità operativa. Per le PMI senza una struttura IT interna adeguata, questi costi non sono trascurabili e vanno considerati nell’analisi comparativa con le suite cloud americane.
Il messaggio commerciale di Euro Office ruota quasi interamente attorno alla sovranità digitale: aziende e governi possono mantenere pieno controllo su dati, cifratura, infrastruttura e localizzazione dei server. È una proposta coerente con il quadro normativo europeo e con la direzione che il legislatore sta indicando. Ma la sovranità digitale non è un valore assoluto è un obiettivo che va perseguito con strumenti giuridici e tecnici solidi. La disputa sulle licenze di OnlyOffice ha già dimostrato che la strada è più complessa di quanto il lancio facesse presupporre.






